
Il gruppo si è quindi inoltrato nei boschi fino a guadare il torrente Dragone, per poi dirigersi da Savoniero al monte Santa Giulia dove hanno incontrato una rappresentanza dell’amministrazione palaganese che ha descritto l’efferatezza della strage, spesso dimenticata di Monchio Susano e Costrignano, e la recente conclusione di un tardivo processo.
L’Alpinismo Giovanile di Modena si unisce all’appello dei palaganesi per il riconoscimento della Medaglia d’Oro al valore civile a questa comunità che tanto ha sofferto le angherie degli invasori, e grande contributo ha dato alla Liberazione del nostro territorio.
Dopo aver visitato il memoriale, il gruppo si è spostato sul monte Penna, dove nel ’44 gli alleati paracadutavano armi e viveri ai partigiani; qui hanno intervistato un’anziana signora che all’epoca dei fatti, sedicenne, ospitò nella sua casa il generale Armando e che ben ricorda le vicende legate a quel periodo.
Alla sera il gruppo ha soggiornato a Benedello di Pavullo, zona in cui, alla fine del ’44, si verificarono numerose battaglie tra nazifascisti e partigiani. Su questi scontri e sulle lapidi che oggi ricordano i tanti giovani caduti, l’Alpinismo Giovanile si soffermerà nella giornata di martedì.
Nelle foto i ragazzi sulla sponda del Torrente Dragone

