Home Modena S.Anna, il Pd modenese al governo: è una “priorità assoluta”

S.Anna, il Pd modenese al governo: è una “priorità assoluta”

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Il capogruppo del Pd in Provincia, Luca Gozzoli, raccoglie l’appello dell’associazione Carcere Città e sollecita, attraverso i parlamentari, un intervento del governo sull’emergenza del carcere di S. Anna. «Tra le “emergenze” della giustizia – oltre all’efficienza della giustizia civile e alla nuova mappa dei Tribunali – c’è il sovraffollamento nelle carceri, giunto a livelli insostenibili. A dirlo è lo stesso ministro dell’Interno, Paola Severino, dimostrando, anche da questo punto di vista, una sensibilità nuova rispetto al passato.

Il nostro auspicio è che – date queste premesse – si passi rapidamente dalle parole ai fatti e si affronti finalmente il problema del sovraffollamento per quello che è: una priorità assoluta dell’azione di governo; che riguarda anche Modena e il carcere di S.Anna, come hanno ribadito i volontari dell’associazione Carcere città in occasione della Giornata del detenuto.

Le carceri dell’Emilia-Romagna sono al secondo posto in Italia per tasso di sovraffollamento: oltre 4 mila 300 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 2.394. Al S.Anna di Modena la situazione è pesantissima: quasi il doppio di detenuti rispetto ai 221 previsti dalla capienza regolamentare. Una situazione che rischia di diventare ancora più esplosiva, se si considera che la prevista apertura del nuovo padiglione, in corso di ultimazione, potrebbe comportare l’arrivo di altri 150 detenuti. A completare il quadro le carenze d’organico ormai croniche che costringono gli agenti a turni massacranti.

Le nostre proposte per superare l’emergenza sono note: diminuire il sovraffollamento, incrementare il personale di sorveglianza, aumentare il ricorso a misure alternative, favorire l’attività esterna al carcere attraverso i lavori di pubblica utilità e la formazione professionale, garantire il diritto all’istruzione con il ripristino dei corsi scolastici.

Il ministro Severino punta molto sulle misure alternative: più spazio alla detenzione domiciliare, porte aperte alla «messa alla prova», via libera a una «carta dei diritti e dei doveri dei detenuti», e rilancio del braccialetto elettronico.

Ai nostri parlamentari chiediamo di sostenere il governo nella sua azione riformatrice, sollecitare l’attuazione in tempi rapidi delle misure annunciate, spingere per un incremento del personale di sorveglianza che resta comunque insufficiente».