
Confesercenti Modena tiene pertanto ad evidenziare nuovamente quanto già illustrato in diverse occasioni e fasi del confronto. “Prima di intervenire con nuovi ed eventuali incrementi della pressione fiscale locale a carico di imprese e cittadini, sarà opportuna una razionalizzazione dei costi della macchina comunale. Passando attraverso: un’implementazione della esternalizzazione dei servizi, una rivisitazione della logistica, al blocco totale del turn-over, un ripensamento della pianta organica con riferimento particolare alle funzioni dirigenziali che possono essere accorpate, un taglio drastico con l’obiettivo dell’azzeramento delle consulenze e l’alienazione ulteriore del patrimonio pubblico. Sarà poi indispensabile inoltre la sburocratizzazione dei servizi comunali, con l’incremento del ricorso all’autocertificazione ed il monitoraggio costante del funzionamento dello sportello unico”, precisa l’Associazione, citando come esempio i tempi che attualmente occorrono per il rilascio di un’autorizzazione per la installazione di una insegna pubblicitaria: 30 giorni a Sassuolo, 60 a Mirandola, e ben 90 a Modena.
“Il ricorso, da ultimo, come extrema ratio ad un incremento della tassazione – conclude Confesercenti – non può non tenere conto poi della manovra correttiva del governo che, aggiunta alle precedenti sta penalizzando anche le piccole e piccolissime imprese del commercio e dei servizi, già alle prese con una pressione fiscale vessante e senza precedenti che se protratta ancora in una fase recessiva come quella attuale comporterà la chiusura sul territorio comunale di decine di attività commerciali. Un intervento significativo, come quello che si potrebbe configurare su IMU e addizionale Irpef va a toccare direttamente il reddito delle persone e delle famiglie, sottraendo risorse da destinare ai consumi in un contesto in cui l’inflazione cresce più dei salari reali. Nessun diktat dunque, ma l’invito a farsi carico – pur in un sistema divincoli rigidi come lo è ad esempio il Patto di Stabilità – dell’equilibrio di un sistema economico che deve essere salvaguardato se l’obiettivo è quello di gettare le basi per una crescita futura del territorio”.

