
La Casa della Gioia e del Sole è gestita dall’omonima cooperativa sociale che aderisce a Confcooperative Modena. Gli ospiti soffrono generalmente di demenza senile, Alzheimer, malattie ossee e altre patologie tipiche della terza età. Vengono assistiti nelle normali attività quotidiane favorendo il mantenimento delle loro capacità fisiche, mentali, affettive e relazionali e, quando possibile, cercando il recupero funzionale delle persone non autosufficienti.
Nella Casa della Gioia e del Sole lavorano sessanta persone tra operatori socio-sanitari, animatori, infermieri, fisioterapisti e medici. «Noi ci mettiamo al servizio degli ospiti anche sensibilizzando il personale, al quale chiediamo di trattare gli ospiti come se fossero il loro papà e la loro mamma – aggiunge Tilde Radighieri, da 25 anni direttrice della Casa della Gioia e del Sole – Siamo stati la prima struttura privata cittadina a convenzionarsi con il Comune di Modena, con il quale i rapporti sono eccellenti da oltre vent’anni».
La struttura si mantiene con le rette pagate dalle famiglie degli ospiti, integrate in certi casi dal Comune, e grazie all’aiuto dei parrocchiani della Crocetta. «Non vogliamo pesare su nessuno, ci accontentiamo di stare a galla. Si sono realizzate le intenzioni dei ricchi con i soldi dei poveri», conclude don Sergio Mantovani.

