
I dati emergono da una ricerca a campione condotta dall’Arpa su tutto il territorio regionale al centro dell’intervento di Valter Francescato dell’associazione italiana Energie agroforestali, lunedì 19 marzo nel corso di un seminario alla Camera di commercio di Modena, promosso dalla Provincia di Modena, sul recupero della tradizione del riscaldamento a legna come opportunità di sviluppo sostenibile. Nell’incontro sono stati approfonditi gli aspetti economici e occupazionali di un ritorno al riscaldamento a legna attraverso nuove tecnologie con una attenzione particolare al tema del controllo delle emissioni. Dalla ricerca, infatti, è emerso anche che gran parte dei sistemi di combustione è costituito da caminetti e stufe tradizionali (in buona parte in villette singole o a schiera) con una ancora relativamente scarsa diffusione di caldaie o stufe più moderne in grado di ridurre le emissioni di polveri sottili. Risulta quindi che un terzo delle polveri prodotte dal riscaldamento civile proveniente proprio dagli impianti a biomasse, un dato che, sottolinea Stefano Vaccari, assessore all’Ambiente della Provincia di Modena, «pone il problema della riconversione di questi impianti a favore di migliori tecnologie a tutela della qualità dell’aria».
Al seminario, al quale ha partecipato anche l’assessore provinciale all’Agricoltura Gian Domenico Tomei a testimoniare l’opportunità anche per l’agricoltura della diffusione degli impianti a biomasse, sono stati approfonditi i temi della filiera per lo sfruttamento sostenibile delle biomasse locali; delle nuove tecnologie per la combustione del legno; della gestione del calore degli enti pubblici come opportunità di sviluppo locale. Presentate anche esperienze della Stiria, come storia di successo per l’energia rinnovabile locale, e di Lama Mocogno sulla valorizzazione energetica del legno locale.

