
Per Cgil e Cisl occorre riempire di contenuti l’Unione dei Comuni, trasferendole per esempio tutte le competenze sui servizi sociali, da quelli per gli anziani a quelli per i minori e disabili, uniformando la gestione e progettazione, i criteri di accesso, le tariffe e la quota di compartecipazione a carico dei cittadini. Anche le polizie municipali potrebbero essere di competenza dell’Unione dei Comuni, così come gli appalti per le opere pubbliche.
«Un’unica stazione appaltante a livello distrettuale darebbe ai Comuni un maggior potere contrattuale pubblico nei confronti dei fornitori di beni e servizi – spiegano Cancilla e Donnarumma – Un altro aspetto molto importante è l’armonizzazione delle addizionali, imposte e tributi. Perché, per esempio, due cittadini che lavorano nella stessa azienda devono pagare un’addizionale Irpef diversa solo perché non abitano nello stesso Comune? Lo stesso dicasi per l’Imu: ogni Comune ha stabilito un’aliquota diversa sulle case sfitte o quelle affittate a canoni concordati. Sarebbe stato meglio renderle il più possibile omogenee e uniformi».
Secondo i sindacati alla razionalizzazione dei costi dovrebbe seguire l’invarianza della pressione fiscale e tariffaria locale, in modo da non gravare ulteriormente le famiglie già in forte disagio per le nuove imposte previste dal governo, a partire proprio dall’Imu. Cgil e Cisl chiedono poi di destrutturare i bilanci comunali e ripensarli sulla base delle nuove priorità; lo stesso welfare deve essere riprogettato in modo da renderlo realmente sostenibile. Infine i sindacati sassolesi invitano i Comuni a mettere in campo azioni unitarie per fronteggiare la crisi.
«Apriamo una discussione e ragioniamo insieme, senza andare in ordine sparso, su come rilanciare il nostro distretto attraverso nuovi progetti industriali, investimenti, ricerca di innovativi prodotti e servizi, partendo per esempio – concludono Cancilla e Donnarumma – dalla “green economy”».

