
Senza voler entrare nel merito della “cura proposta per l’AUSL di Bologna”, FP CGIL – CISL Funzione Pubblica – UIL FPL denunciano la totale assenza di qualsiasi tipo di confronto a livello Regionale in merito alla situazione complessiva di tutte le Aziende Sanitarie della nostra Regione.
A nessuno sfugge la gravità dell’attuale situazione economica e le pesanti ricadute che si stanno operando sui cittadini: mai come oggi quindi si impone un dibattito “serio e costruttivo” che, partendo dai reciproci ruoli, consenta però di operare scelte organizzative capaci di coniugare i necessari processi di riordino (che determinino vero risparmio e non altro…..) con qualità delle prestazioni offerte ai cittadini, senza mortificare la professionalità degli operatori.
Da troppo tempo, ormai, è invece assente qualsiasi tipo di dibattito fra l’Assessorato Regionale alla Salute e le Organizzazioni Sindacali che consenta di affrontare le scelte strategiche che questa Regione è chiamata a fare con uno spirito costruttivo e di reale confronto, che determini coesione sociale e non conflitto.
FP CGIL – CISL Funzione Pubblica – UIL FPL respingono con forza qualsiasi intenzione della Regione Emilia Romagna, per mano dell’Assessore alla Salute Lusenti, di portare avanti “piani di riordino” nelle nostre Aziende Sanitarie prescindendo da un confronto “complessivo” con le Organizzazioni Sindacali di Categoria, magari utilizzando la “cura Bologna come progetto pilota da estendere ad altri progetti”.
FP CGIL – CISL Funzione Pubblica – UIL FPL rivendicano l’apertura urgente di un confronto al fine di parlare di quale sarà il nuovo modello sanitario in Emilia Romagna e dei relativi assetti organizzativi in relazione all’integrazione e valorizzazione dei professionisti in una logica che non sia solo di tagli “lineari”.
(Le Segreterie Regionali di FP CGIL – CISL FP – UIL FPL)

