
Il sindaco Pighi, anche in relazione alla ricostruzione post terremoto, ha indicato una serie di ambiti che devono essere particolarmente presidiati dagli enti locali: dalle gare d’appalto, superando la logica del massimo ribasso, ai cambi di residenza sospetti e privi di qualsiasi ragione familiare ed economica; dai cantieri edili (“anche quelli piccoli se non c’è chiarezza su chi effettua i lavori e fornisce i materiali”) alla presenza di finanziarie o di prestiti da soggetti non controllabili; fino ai pagamenti in contanti nella cessione di negozi ed esercizi pubblici o ai lavori di manutenzione ordinaria e pulizia degli insediamenti produttivi.
“I Comuni – ha spiegato Pighi – devono avvertire il loro ruolo nell’azione antimafia nel costruire veri e propri presidi di effettiva protezione sociale per garantire diffuse condizioni di legalità”. Così che, accanto all’esigenza di nuovi strumenti normativi, nella lotta alle mafie serve il coinvolgimento dei cittadini e dei loro rappresentanti eletti favorendo “la costruzione di progetti e azioni che diano continuità nel tempo a una prevenzione diffusa della presenza mafiosa”.

