
Sono invece 5.684 gli uomini e le donne facenti parte dal Sistema nazionale di Protezione civile in campo, tra volontari delle colonne mobili di Regioni e organizzazioni nazionali, operatori ed esperti, vigili del fuoco, personale delle forze armate e dell’ordine, e delle altre strutture operative, a cui si aggiunge tutto il personale delle strutture territoriali di Protezione civile. In previsione della stagione estiva e del conseguente aumento delle temperature, sono stati inoltre già messi a disposizione dei campi di accoglienza 1.230 climatizzatori, il cui numero, già da oggi, salirà per coprire tutte le richieste al momento pervenute.
Complessivamente, nella nostra provincia, sempre a ieri risultavano richiesti 5.680 sopralluoghi, 4.386 dei quali effettuati (866 a Reggiolo, 618 a Correggio, 562 a Rolo, 520 a Luzzara e 471 a Fabbrico per quanto riguarda i comuni più colpiti).
Masini: “L’Emilia deve poter contare anche sull’aiuto dell’Europa”
“Questa Emilia che produce con le sue imprese e contribuisce a creare Pil deve poter contare anche sull’aiuto dell’Europa. Credo sia necessario un intervento straordinario da parte di Banca centrale e Bei perché l’Europa si salva anche in questo modo: non aspettando ulteriori cali della produzione per poi finanziare in emergenza le banche, ma con congrui interventi nei settori produttivi colpiti. Chiediamo che le nostre zone non vengano lasciate sole, che le nostre imprese non vengano penalizzate e che arrivi un segnale chiaro: sì all’imprenditorialità, no all’assistenza”. E’ l’appello che la presidente della Provincia di Reggio Emilia Sonia Masini ha lanciato l’altro giorno a Finale Emilia intervenendo all’assemblea regionale di Confindustria. Sulla crisi di tante imprese, acuita dai danni del sisma, la presidente ha commentato: “Dobbiamo reagire, gli imprenditori ci credono. Questa è l’occasione per rilanciare il nostro tessuto economico con massicci interventi sull’edilizia per riqualificare e mettere a norma capannoni, case, chiese e monumenti. Da queste terre colpite dal terremoto si deve ripartire per ricostruire, con fondi pubblici e privati, il patrimonio e i centri storici, le attività produttive”.

