
“Non possiamo assolutamente considerare adeguato – aggiunge l’assessore emiliano-romagnolo – ad esempio l’indennizzo di 2,5 milioni di euro, pari al 3,7% degli oltre 70 milioni di danni rilevati, riconosciuto recentemente dal Fondo di Solidarietà Nazionale alle strutture agricole della Romagna danneggiate dal “nevone” del febbraio scorso. Questa volta non possiamo accontentarci di indennizzi poco piu’ che simbolici”.
Ma non solo. La grave siccità di questa estate deve diventare l’occasione, secondo Rabboni, per affrontare – Governo e Regioni insieme – le due grandi debolezze che amplificano i danni del cambiamento climatico in atto: l’eccessiva onerosità delle assicurazioni che ne ostacola la diffusione tra gli agricoltori e l’insufficiente sviluppo nei territori e nelle imprese agricole delle possibilità di irrigazione strutturale. Su quest’ultimo aspetto in Emilia-Romagna gli interventi in corso sono diversi: dalla realizzazione di invasi interaziendali con risorse del Psr, al riutilizzo delle ex cave, ai progetti di sviluppo e modernizzazione della rete che porteranno nuova irrigazione su 23.000 ettari del distretto del Canale Emiliano-Romagnolo, alla ristrutturazione di una parte di impianti ferraresi ed emiliani esistenti per ridurne le perdite, alla diffusione di “irrinet” sistema per ottimizzare l’irrigazione.
“Anche su questo chiediamo al Governo di sostenere il superamento delle criticità con decisioni e risorse , a partire dal finanziamento di un nuovo blocco di progetti irrigui elaborati dai nostri Consorzi di Bonifica, l’adeguamento della normativa sulle acque reflue per un loro impiego irriguo, l’uso irriguo ed equo delle acque già stoccate negli invasi esistenti e un costo accessibile per le assicurazioni antisiccita’”.

