
Modena ha pagato a caro prezzo la fusione in una società che sembra nata male, figlia di una astratta ideologia sulle economie di scala, e come conferma la cronaca, proseguita peggio (se a giugno il buco e già di 3 milioni di euro a dicembre è ragionevole che sia più alto ancora), che non fornisce garanzie nemmeno ai propri soci privati che preferiscono minacciare di abbandonare la nave prima che affondi, motivando che gli enti locali non rispettano gli accordi.
Viene quindi preteso che Modena concorra a pagare i debiti di Seta tagliando ancora Km ,aumentando contemporaneamente le tariffe, e continuando però a versare non solo lo stesso ammontare che gli Enti locali erogavano per i Km di prima (il costo del servizio non è coperto solo dal prezzo del biglietto ma è principalmente ricavato dalla fiscalità generale), ma anche nuovi soldi freschi.
Ora il Presidente della provincia Sabattini che cosa ha da dire sulla questione? Ritengo opportuno ed urgente l’apertura di una discussione di merito e di verifica sull’operato di Seta, sul suo funzionamento, sui dati di bilancio e soprattutto sul futuro. L’ho detto e continuerò a ripeterlo in tutte le sedi.
Ricordo che la nostra Provincia si è presentata al matrimonio con Tempi di Piacenza e ATC di Reggio, consapevole di portare ATCM con un bilancio che a suon di sacrifici aveva raggiunto finalmente il pareggio (Modena aveva le tariffe più alte e tagliato 700.000 Km), con dipendenti con ore di lavoro in più rispetto alle altre Provincie e, a differenza degli altri, con una dote di ben 2 milioni di Euro che ha lasciato nelle casse di SETA per futuri investimenti .
Vogliamo impedire che la mancanza di una governance adeguata si traduca in ulteriori sacrifici per i territori e per l’utenza locale, già chiamata non solo a subire continui disservizi ma anche colpita da un costo sempre più alto di biglietti e abbonamenti a fronte di un calo di KM offerti. O si cambia registro, o il trasporto pubblico modenese e regionale rischia di finire nel baratro. Le risposte non possono attendere”.

