
Erano le ore 23,00 del 14 settembre scorso e, sebbene le ricerche eseguite nell’immediato dai carabinieri non abbiano portato a rintracciare il falso massaggiatore, tutt’altro epilogo è stato quelle delle indagini avviate dai militari di Cadelbosco Sopra. La ferrea memoria di testimone e vittima, congiunta alla conoscenza dei soggetti censiti alla Banca Dati da parte dei carabinieri, portavano questi ultimi a rivolgere le loro attenzioni investigative nei confronti di un 35enne con precedenti specifici residente a Reggio Emilia, corrispondente per descrizione fisica al falso massaggiatore. La prova del nove si è avuta nel corso della seduta di individuazione fotografica a cui vittima e testimone sono stati sottoposti e che ha portato al riconoscimento del 35enne nei cui confronti peraltro i Carabinieri Cadelbosco Sopra hanno acquisito incontrovertibili elementi di responsabilità in ordine al furto con destrezza. Terminati gli accertamenti i carabinieri hanno denunciato alla Procura reggiana il 35enne nomade residente a Reggio Emilia in ordine al reato di furto con destrezza. Le indagini ora proseguono perché è intenzioni dei carabinieri stabilire se dietro “analoghi massaggi” verificatisi nel recente passato nel reggiano possano esservi le stesse mani dell’odierno indagato.

