
In esposizione diversi “cimeli” originali: i ferri chirurgici appartenuti a Ferdinando Zannetti, il medico che estrasse il proiettile dal piede di Garibaldi, prestati dalla Fondazione “Giovanni Spadolini” di Firenze; uno stivale che fu portato da Garibaldi durante il lungo periodo della convalescenza e i ferri che vennero utilizzati invece dopo la ferita di Monte Suello nel 1866, di proprietà del Museo del Risorgimento, oltre che diversi strumenti chirurgici d’epoca prestati dal Museo della Clinica Chirurgica della Facoltà di Medicina di Bologna.
Arricchiscono il percorso le edizioni originali delle memorie pubblicate dai tre medici garibaldini che curarono la ferita di Aspromonte e ne resero possibile la guarigione e una serie di fotografie all’albumina – ritraenti Garibaldi infermo, il suo stivale, la palla di piombo che gli venne estratta… – che divennero all’epoca veri e propri oggetti di collezione, se non di culto.
Nel 1862 Garibaldi, alla testa di una nuova spedizione, tentò di guidare i suoi volontari verso Roma al grido di “Roma o morte!”. Venne invece fermato in Aspromonte da una pallottola in un piede (non proprio in una gamba), sparata da un soldato italiano (anche se recenti mormorii tirano in ballo anche i briganti calabresi).
E dunque “Garibaldi fu ferito, fu ferito ad una gamba…”.
Da quel momento la vicenda fu sotto gli occhi del mondo intero, per la maggior parte indignato per il trattamento riservato all’Eroe dei Due Mondi. Fu una lunga vicenda: per mesi non si riuscì ad estrarre la pallottola, e medici italiani e stranieri si alternarono al capezzale dell’infermo tentando di salvargli l’arto ferito. Tra questi, anche il bolognese Francesco Rizzoli.
Orari: da martedì a domenica: ore 9-13, chiuso 1 novembre e 8 dicembre
Il biglietto d’ingresso al Museo consente di visitare anche la mostra.
Sono previste visite guidate nelle domeniche 28 ottobre, 18 novembre e 9 dicembre, alle ore 11
Info: Museo civico del Risorgimento Tel. 051.225583 museorisorgimento@comune.bologna.it www.comune.bologna.it/cultura

