
L’atteggiamento dei tre faceva chiaramente pensare a un festino tra amici ormai giunto al termine. Sopra i tavoli c’erano ancora i segni dello sballo: tessere plastificate, banconote arrotolate e il residuo di una pista di cocaina stesa su un piatto di colore blu. Sopra un mobiletto invece c’erano anche un tocco di fumo sbriciolato e una bustina aperta con della marijuana dentro. A quel punto, la perquisizione domiciliare è stata inevitabile.
Questa ha consentito di rinvenire e sequestrare all’interno di un mobile della sala un altro chilo di marijuana, un oggetto simile al tamburo di un revolver che in realtà serviva per triturare la marijuana e un bilancino di precisione.
I tre hanno negato di sapere della presenza del chilo di cannabis all’interno del mobile, essendo tutti e tre, di fatto, ospiti nell’appartamento ed attribuendo così indirettamente la responsabilità della detenzione all’altro tunisino (che attualmente sarebbe in Tunisia).
Sono in corso ulteriori indagini per stabilire con chiarezza la dinamica dei fatti e, soprattutto, le modalità di gestione dello stupefacente sequestrato.

