
Nonostante il Comune abbia cercato in sede di rifinizione del nuovo piano pluriennale della qualità dell’aria regionale di portare nuove iniziative volte a limitare questo problema, il Sindaco ha poi deciso di firmarlo ugualmente, anche se era evidente come le politiche adottate fossero troppo blande ed inefficaci e non andassero quindi ad influire sull’inquinamento da polveri fini. E’ bene ricordare, come cita anche il sito dell’ARPA, che l’aumento delle concentrazioni delle PM10 è direttamente correlabile a aumento di ricoveri ospedalieri e di patologie per cause respiratorie e vascolari. Per questo Legambiente chiede (anche se ormai rischiamo di diventare noiosi) che il 2013 si apra con una maggiore fermezza e con la capacità della regione e dei sindaci di mettere in atto azioni di emergenza serie e continuative assieme ad azioni strutturali sul traffico.
Non va molto meglio la qualità dell’aria in provincia dove a Castellarano si registrano 42 sforamenti (nel 2012 sono stati 47) e a Guastalla con 64 contro i 72 dello scorso anno.
Purtroppo la reazione del Comune di Reggio è stata anche nel 2012 ancora una volta debole e contraddittoria, con blocchi del traffico programmati, poi revocati ai primi segnali di pioggia, per poi essere riattivati poco dopo o cancellati per esigenza del commercio. Un comportamento che non è coerente con la gravità del fenomeno e con gli effetti sulla salute. Se i blocchi del traffico episodici non risolvono il problema a monte, è necessario comunque un forte segnale culturale che l’uso dell’auto privata deve diventare sempre più ridotto nelle nostre città. Quindi i blocchi devono essere mantenuti ed estesi ad ampie aree delle città, riducendo al minimo le deroghe, ora eccessive.
Con riferimento alle azioni strutturali – conclude Becchi – è necessario destinare i fondi per gli investimenti con priorità assoluta al trasporto pubblico cittadino e pendolare (che continua a perdere ogni anno utenti) e alla rete delle piste ciclabili. Con la nostra campagna Pendolaria invece abbiamo rilevato un degrado della maggior parte delle fermate delle linee ferroviarie che da Reggio portano a Guastalla, Sassuolo e Ciano. Certamente se nell’immediato i blocchi del traffico sono la soluzione da applicare, nel lungo termine la lotta allo smog si fa con i piani regolatori e sulla scelta degli investimenti infrastrutturali. Non si può infatti sperare, come accade oggi, che la pioggia risolva i nostri problemi”.


