foto-incendioLo scorso agosto 2012, una palazzina di Granarolo dell’Emilia fu devastata dalle fiamme che si erano propagate dall’interno dell’appartamento sito al primo piano. Intervennero due pattuglie dell’Arma, la Sezione Investigazioni Scientifiche del Comando Provinciale Carabinieri di Bologna e un’autocisterna dei Vigili del Fuoco che riuscì a domare le fiamme. Parte dell’edificio andò completamente distrutta e lo stesso fu dichiarato inagibile. Non ci furono feriti, ma gli accertamenti eseguiti dagli investigatori rilevarono che la porta dell’abitazione del primo piano era stata forzata e il locatario del locale, un egiziano di 31 anni, verificò che ignoti gli avevano asportato una borsa contenete 11.000 euro e vari documenti identificativi, il tutto appartenente ai dipendenti, tutti egiziani, della sua ditta di pulizie. L’appartamento fu sequestrato.

Le indagini sono terminate ieri mattina, quando i Carabinieri di Granarolo dell’Emilia hanno denunciato un 34enne egiziano per furto in abitazione e incendio. L’uomo, al momento irreperibile, è ritenuto il responsabile dei fatti accaduti lo scorso agosto. A incastrarlo sarebbero state le testimonianze di alcuni condomini che, la mattina dell’incendio, lo videro uscire per ultimo dall’appartamento. Inoltre, il locatario del locale dichiarò che la mattina del 27 agosto 2012, il 34enne, che lavorava anche lui alle sue dipendenze, non si era presentato al lavoro. Dopo due giorni, l’imprenditore apprendeva che l’operaio era tornato in Egitto. La svolta nelle indagini è arrivata a settembre quando gli investigatori dell’Arma venivano informati che alcune persone che si trovavano in Egitto avevano incontrato e parlato con il denunciato, il quale confessava loro di aver rubato gli 11.000 euro, custoditi dentro una valigia, perché aveva bisogno di soldi, ma nei giorni seguenti aveva restituito l’intera somma ai familiari dei suoi colleghi di lavoro residenti in Egitto. L’incendio sarebbe stato un espediente per depistare le indagini e far credere ai suoi connazionali che il denaro era andato “in fumo”. Ad avvalorare ulteriormente le responsabilità dell’uomo è stata anche l’analisi dei tabulati del traffico telefonico relativi alla mattina del 22 agosto. Tra le ore 9:00 e le 09:34 circa, arco di orario in cui fu avvistato l’incendio, il telefono del 34enne agganciava le celle radio base ubicate delle immediate vicinanze dell’appartamento bruciato.