
“L’Europa ha abbandonato il Paese a sé stesso, costringendolo ad aprire le frontiere, ma senza offrire alcun aiuto concreto – dice la consigliera del Carroccio -. Il San Felice, come le altre strutture, doveva servire come soluzione emergenziale e provvisoria. Ma dato che in Italia quello che è provvisorio diventa definitivo, i migranti sono stati mantenuti per due anni. E ora il conto, salato, lo si presenta ai cittadini. E qualcuno ha pure il coraggio di chiedere per loro nuove risorse e un posto di lavoro, quando il 35 per cento dei nostri giovani è disoccupato”.
“Chiediamo alle istituzioni un sussulto di orgoglio contro questa Europa perbenista e menefreghista. Sia Bruxelles a farsi carico dei problemi che ha scaricato sul Paese. Quanto al futuro, auspichiamo che da subito si attivino le procedure per il rimpatrio e proponiamo che, archiviata l’esperienza profughi, i tanti milioni di euro spesi in questi anni per i migranti vengano d’ora in poi destinati ai terremotati emiliani (vittime di una vera e propria emergenza), alle nostre famiglie in difficoltà e ai nostri giovani disoccupati”.

