Continua il ciclo di incontri promosso dall’Università del Tempo Libero di Casalgrande, che vuole approfondire sul piano storico i temi della questione balcanica e delle minoranze slave, e il dramma delle foibe. Il primo incontro, coordinato dal ricercatore Istoreco Fabrizio Solieri, si è svolto giovedì 7 febbraio ed è stato incentrato sull’Italia nel primo dopoguerra e la questione balcanica. Il prossimo evento è previsto per giovedì 14 febbraio, e riguarderà «il fascismo e la repressione delle minoranze slave».La riflessione si concluderà giovedì 21 febbraio, e illustrerà le tragedie del confine orientale, nell’appuntamento intitolato: «La fuga dalla guerra, il confine orientale e le foibe». Tutti gli incontri si svolgono alle 15,30, nella sala espositiva Incontro di Piazza Ruffilli a Casalgrande. L’ingresso è libero.

L’obiettivo è quello di affrontare un arco temporale molto ampio, di quarant’anni, con l’obiettivo di spiegare tutte le vicende del confine orientale. Si tratta di un argomento complesso, che va affrontato con l’aiuto degli storici, capaci di avere uno sguardo specifico su una questione molto complessa, tra guerra e dopoguerra.

Gli eventi si iscrivono all’interno della giornata del ricordo del 10 febbraio, prevista dalla legge 30 marzo 2004 n. 92, che recita: «La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale “Giorno del ricordo” al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale. Nella giornata […] sono previste iniziative per diffondere la conoscenza dei tragici eventi presso i giovani delle scuole di ogni ordine e grado. È altresì favorita, da parte di istituzioni ed enti, la realizzazione di studi, convegni, incontri e dibattiti in modo da conservare la memoria di quelle vicende. Tali iniziative sono, inoltre, volte a valorizzare il patrimonio culturale, storico, letterario e artistico degli italiani dell’Istria, di Fiume e delle coste dalmate, in particolare ponendo in rilievo il contributo degli stessi, negli anni trascorsi e negli anni presenti, allo sviluppo sociale e culturale del territorio della costa nord-orientale adriatica e altresì a preservare le tradizioni delle comunità istriano-dalmate residenti nel territorio nazionale e all’estero».