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Istat: in forte aumento la popolazione in Emilia Romagna, grazie ai cittadini stranieri

Popolazione2Al 9 ottobre 2011, data di riferimento del 15° Censimento generale della popolazione e delle abitazioni, la popolazione residente in Emilia-Romagna ammonta a 4.342.135 unità. Rispetto al 2001, quando si contarono 4.000.703 residenti (1), si registra un incremento dell’8,5%. Tale crescita risulta inferiore in Italia solamente a quella del Trentino-Alto Adige ed è da attribuire quasi esclusivamente alla componente straniera della popolazione. Infatti, nel decennio intercensuario la popolazione di cittadinanza italiana è cresciuta solo dello 0,6% (+25.342 unità) mentre quella straniera è più che triplicata (+316.090 unità).

Nel periodo intercensuario i maggiori incrementi di popolazione si rilevano nelle province di Reggio nell’Emilia (+14%, con un numero di stranieri in crescita di 41.469 unità) e Rimini (+10,9%, con un aumento di 19.957 stranieri); seguono Ravenna (+10,6%) e Forlì-Cesena (+9%). Più moderata la crescita della provincia di Bologna (+6,7%), dove tuttavia si registra il maggior incremento assoluto di stranieri (+61.960 unità). L’aumento più basso di popolazione si riscontra a Ferrara (+2,7%). Gli italiani sono in aumento in cinque province su nove, tra cui spiccano Reggio nell’Emilia (+21.955 unità) e Rimini (+11.779 unità), mentre tra le province con un calo di italiani si segnalano Ferrara (-10.881 unità) e Piacenza (-6.340 unità).

Più femmine che maschi

In Emilia-Romagna risiedono 93,2 uomini ogni 100 donne (2.095.163 uomini, 2.246.972 donne), un dato in linea con quello medio nazionale (93,7). A livello territoriale il rapporto di mascolinità varia dal minimo di 90,9 in provincia di Ferrara al massimo di 95,5 in quella di Reggio nell’Emilia.

In 68 piccoli comuni, dove risiede complessivamente il 5,3% della popolazione, il rapporto di mascolinità risulta sbilanciato a favore delle componente maschile. Il primato spetta a due piccolissimi centri della provincia di Piacenza: Cerignale (142,2 uomini ogni 100 donne) e Zerba (124,4 uomini ogni 100 donne). Al contrario, si contano solo 86,7 uomini ogni 100 donne nel comune più grande, Bologna, e 87 a Ferrara.

In forte aumento i “grandi vecchi”

Dal 2001 al 2011 la percentuale di popolazione di 65 anni e più è leggermente aumentata (dal 22,4% al 22,9%, da 896.780 persone a 996.431). Le province più “anziane” sono Ferrara (con una quota di ultrasessantacinquenni pari al 26,1%), e Piacenza (24,4%). Quelle più “giovani” Reggio nell’Emilia (20,2%) e Rimini (21,3%).

La percentuale più elevata di ultrasessantacinquenni si riscontra nel piacentino, sempre nei comuni di Zerba (62%) e Cerignale (53,5%); quella più bassa in due comuni della provincia di Rimini, a Montecolombo (12,6%) e San Clemente (13,5%).

Anche i “grandi vecchi”, ovvero gli ultraottantacinquenni, incrementano il loro peso sul totale della popolazione residente (dal 3% del 2001 al 3,6% del 2011), toccando quota 157.424 unità. Se nella classe 95-99 si registra un aumento dell’85,9%, in quella degli ultracentenari si arriva al +154,7%.

Gli ultracentenari, infatti, erano 602 nel 2001 (96 maschi e 506 femmine) mentre nel 2011 ne sono stati censiti 1.533, con una percentuale di donne pari all’85% (1.303 unità).

Bologna è la provincia in cui risiede il maggior numero di ultracentenari (357, pari a quasi un quarto del totale), seguita da Modena (211, 13,8%) e Ravenna (190, 12,4%). Il numero più basso si riscontra invece a Rimini (93, 6,1%).

Il rapporto tra la popolazione over65 e quella con meno di 15 anni (indice di vecchiaia), è sceso in modo significativo rispetto al 2001 (da 192,9 a 171,2), in controtendenza rispetto al dato medio nazionale. Secondo questo parametro, il comune più giovane è Monte Colombo, in provincia di Rimini, con 77 anziani ogni 100 giovani, il più vecchio è Zerba, nel piacentino, dove il rapporto arriva a sfiorare quota 2.000.

Sei residenti su 10 abitano nei comuni con più di 20mila abitanti

Dal 2001 ad oggi, la popolazione è aumentata in 264 comuni dell’Emilia-Romagna (tre su quattro).

L’incremento più alto in termini assoluti si riscontra nel comune di Reggio nell’Emilia (+20.205 unità), in termini relativi a Monte Colombo, in provincia di Rimini (72%). Viceversa è Copparo, in provincia di Ferrara, che perde il maggior numero di residenti (-1.040 unità) e Zerba, in provincia di Piacenza, quello che registra la più alta variazione percentuale negativa (-34,3).

Per quanto riguarda la distribuzione per dimensione demografica dei comuni, la popolazione residente in Emilia-Romagna si suddivide per il 41,9% nei 13 comuni con oltre 50mila, per il 35,5% nei 157 centri compresi tra 5 e 20mila abitanti, per il 13% nei 20 comuni con 20-50mila abitanti. Il 9,6% della popolazione vive nei 158 comuni con meno di 5mila abitanti, lo 0,3% nei 21 centri con meno di mille abitanti.

I comuni più grandi e quelli più piccoli

In termini di popolazione, i cinque comuni più grandi della regione sono Bologna (371.337 residenti), Modena (179.149), Parma (175.895), Reggio nell’Emilia (162.082) e Ravenna (153.740). I comuni più piccoli sono dislocati nella provincia di Piacenza: Zerba (92), Cerignale (155), Caminata (276); seguono Casteldelci (445) nel riminese e Valmozzola (567) in provincia di Parma.

Triplicata la popolazione straniera residente

L’Emilia-Romagna, con 104 stranieri ogni mille censiti, è la regione con la più elevata incidenza di cittadini non italiani. Nel corso dell’ultimo decennio la popolazione straniera è più che triplicata (da 135.946 a 452.036 unità), con una crescita pari al 232,5%, nettamente superiore al dato nazionale (201,8%).

Quasi quattro stranieri su 10 risiedono nelle province di Bologna e Modena, il 24% in quelle di Parma e Reggio nell’Emilia. Nella provincia di Ferrara vive il minor numero di stranieri (5,5%). La provincia di Piacenza registra invece l’incidenza più elevata (126 stranieri ogni 1.000 censiti), seguita da Reggio nell’Emilia e Modena (circa 119‰). Tra i comuni, quelli con la più elevata incidenza di stranieri sono Galeata (215,4‰) a Forlì-Cesena e Luzzara (212‰) a Reggio nell’Emilia.

La componente femminile (241.042 unità nel 2011) rappresenta il 53,3% del totale degli stranieri. Il rapporto di mascolinità è di 87,5 maschi per ogni 100 femmine. Quasi il 45% degli stranieri ha un’età compresa tra 25 e 44 anni; poco meno di uno su quattro ha tra i 30 ed i 39 anni.

 

(1) Per operare un confronto corretto (ai confini attuali), al dato ufficiale del 2001, 3.983.346 censiti, sono stati aggiunti i residenti nei sette comuni aggregati alla regione Emilia-Romagna (provincia di Rimini) che fino al 2009 appartenevano alla regione Marche (provincia di Pesaro e Urbino).