
«Il sindaco del Movimento 5 stelle ritiene che la sua assessora non possa svolgere l’incarico perché incinta, le toglie le deleghe, non ne discute nemmeno con l’interessata ma glielo fa comunicare dalla Presidente del Consiglio. A parte gli strani passaggi istituzionali (Giunta e Consiglio hanno competenze e ruoli profondamente diversi: la Giunta è nominata dal sindaco, il Consiglio è eletto dai cittadini), credo davvero che siamo giunti al paradosso. Le donne che si occupano di politica, dal 1945 ad oggi, hanno conquistato leggi e provvedimenti antidiscriminatori nel campo del lavoro (come ad esempio la legge del 1963 che vieta i licenziamenti per matrimonio e quella del 1971 che vieta i licenziamenti delle donne dalla gestazione fino al primo anno di vita del bambino, oppure la legge 215 per le pari opportunità) e ora, come se niente fosse, loro stesse devono subire discriminazioni per le loro scelte nella vita privata e familiare.
Quello che mi chiedo è: “Farà la stessa cosa il sindaco verso i suoi assessore che diventeranno padri??”

