
Lo ha fatto sapere l’assessore alle Politiche sociali del Comune di Modena Francesca Maletti rispondendo in Consiglio il 18 marzo all’interrogazione del consigliere del Pd Stefano Prampolini “Come affrontiamo l’emergenza freddo per le persone senza fissa dimora?”.
L’accoglienza, residenziale e temporanea, per persone con patologie sanitarie, presso Porta aperta gli uomini e alla Confraternita di Misericordia le donne, oltre all’accoglienza straordinaria in polisportive e parrocchie, in momenti della stagione invernale particolarmente rigidi per dare riparo a chi vive nei casolari o in luoghi non idonei, che nel 2012 non c’è stato bisogno di attivare, sono, assieme al monitoraggio, tra le azioni previste dal Protocollo firmato lo scorso 15 novembre. “Obiettivo dell’accordo – ha spiegato Maletti – firmato da istituzioni e associazioni che già operavano su questi temi (oltre l’assessorato, l’Azienda Usl e quella ospedaliera universitaria, il Centro d’ascolto dell’Arcidiocesi, le associazioni Porta Aperta, Confraternita di misericordia, gruppo comunale Protezione civile, Croce Blu, Croce Rossa italiana, Agesci e Vivere sicuri) è di coordinare gli interventi, migliorarli e renderli più efficaci. Quest’anno inoltre presso 5 parrocchie si sono attivate delle ospitalità”.
Dopo la trasformazione dell’interrogazione in interpellanza, Elisa Sala del Pd ha sottolineato come l’accordo abbia favorito anche la collaborazione tre le associazioni che, ad esempio, quest’anno svolgono assieme il monitoraggio dei luoghi più frequentati dai senza fissa dimora, attraverso uscite, che continuano anche in marzo, nelle serate con temperature inferiori ai 5 gradi. “Un monitoraggio che – ha ribadito – non termina con l’emergenza freddo, perché continuano a essere necessari interventi straordinari per far fronte a diverse esigenze”.
L’interrogante Stefano Prampolini, che si è dichiarato soddisfatto della risposta, ha definito il protocollo “un passo importante per affrontare il problema in modo sempre più attento ed efficace, perché una società civile può dirsi tale solo se tutela i soggetti più deboli, a prescindere da nazionalità e appartenenza sociale” e ha ricordato anche l’attenzione verso i poveri manifestata da Papa Francesco.
L’interrogazione è stata trattata assieme a un’altra intitolata “Quale attenzione per le famiglie con minori al freddo in cui il medesimo consigliere chiedeva se si fosse a conoscenza di quante abitazioni con minori non dispongono di riscaldamento o hanno l’utenza staccata, se è previsto un fondo per i casi di emergenza e che cosa fa Hera per venire incontro a queste povertà”.
L’assessore Maletti ha spiegato che, pur non disponendo del dato complessivo delle utenze disattivate a nuclei con minori, nell’ambito degli interventi a favore delle famiglie in condizione di disagio sono previste contributi per il pagamento o il riallaccio delle utenze. Nel 2012 ne hanno beneficiato 230 nuclei con minori, di cui 65 per riallaccio e 165 per evitare di arrivarci, con una spesa per il Comune di quasi 300mila euro, pari al 54 per cento in più rispetto al 2011 quando furono 179 i nuclei con minori aiutati, per un totale di 186 mila euro. “Un aumento di spesa notevole – ha osservato – per l’entità dei debiti accumulati e per l’aumento del costi energetici”. Inoltre, nel 2012 i servizi sociali hanno predisposto 335 dichiarazioni da consegnare alla famiglie per ottenere agevolazioni. Per andare incontro alle famiglie in condizioni di disagio con minori, Hera prevede un sistema di rateizzazione che varia, nel numero delle rate, a seconda che si tratti di nuclei seguiti o meno dai servizi sociali, ma Hera non è l’unico gestore sul territorio.
Infine, l’assessore ha anche evidenziato che nel 2012 il Comune attraverso il Centro famiglie ha raccolto 2393 domande per erogazioni di bonus gas e 2087 domande per i bonus energia.
L’interrogante Stefano Prampolini ha espresso “forte preoccupazione per il fenomeno che sta crescendo determinando ingenti costi” e ha spiegato di aver fatto riferimento a Hera poiché si tratta di una società partecipata dal Comune di Modena che quindi dovrebbe dimostrare una particolare attenzione al problema.

