
I due, secondo le risultanze investigative dei Carabinieri di Rubiera, in concorso tra loro fingendo di conoscere il loro figlio (del quale ne indicavano l’esatto nome ndr) si introducevano presso l’abitazione di due 80enni reggiani e con il pretesto di dover cambiare dei soldi li derubavano impossessandosi di un centinaio di euro. Le modalità di perpetrazione del reato dimostrano la pre-organizzazione di un modus operandi ben collaudato con la donna che fingendosi amica del figlio dei due anziani, ne carpisce la fiducia entrando in casa per poi riuscire a far entrare il complice raggirando e derubando le vittime con la scusa del cambio di moneta. Nei confronti della coppia di malviventi, a carico della quale i Carabinieri di Rubiera hanno raccolto concordanti elementi di riscontri che li indicano responsabili del predetto furto commesso nell’agosto del 2012, sono ora indirizzate le attenzioni investigative non escludendosi che dietro analoghi colpi, commessi a Rubiera e nel comprensorio ceramico reggiano sempre ai danni di anziani, vi possa essere la stessa “regia”. Ipotesi che troverebbe prime conferme dal fatto che queste truffe sono commesse in maniera seriale e con una sceneggiatura consolidata.
Un fenomeno quello delle truffe agli anziani che pare non contenersi nonostante le mirate campagne preventive che anche a Reggio Emilia i Carabinieri da anni conducono attraverso la divulgazione dei consigli contenuti nella nota, forse non troppo, campagna denominato “Non aprite quella porta”. L’aumento esponenziale dei furti è anche da porre in relazione al fatto che gli anziani hanno meno remore, rispetto al passato, a denunciare. Per questo l’ulteriore appello è quello di non aver paura a chiamare le forze dell’ordine, anche di fronte a una tentata truffa.

