
“In stretto contatto con la Regione, nei prossimi giorni contiamo anche di effettuare un sopralluogo con l’assessore Gazzolo e il Servizio tecnico di bacino, stiamo cercando di individuare risorse da destinare al Reggiano in tempi rapidi per le operazioni di ripristino – continua la presidente Masini – Servono interventi urgenti, da finanziare attraverso i finanziamenti previsti dalla Legge 1/2005 e il Dl 1010/48, che però da sola non sarà sufficiente: speriamo, insieme alla Regione, di poter attingere anche dai fondi che dovrebbero arrivare dal Piano straordinario del Ministero dell’Ambiente contro il rischio idraulico e idrogeologico”.
Un rischio che la Provincia di Reggio Emilia ha ben presente. “E’ da tempo che sosteniamo la necessità di intervenire su questo fronte”, sottolinea la presidente Masini ricordando come, proprio lo scorso novembre, insieme agli assessori (e ai relativi staff) alle Infrastrutture e alla Pianificazione territoriale Alfredo Gennari e Mirko Tutino, la Provincia abbia presentato un Programma di messa in sicurezza idraulica e idrogeologica del nostro territorio. “Elaborato insieme a tutti gli altri enti che collaborano con noi, il Programma prevede 106,6 milioni di primi interventi già cantierabili e finalizzati alla prevenzione, confermando il fondamentale ruolo di coordinamento di area vasta che la Provincia di Reggio Emilia è in grado di esercitare”, conclude la presidente Masini. Proprio grazie alla Provincia, per la prima volta è stato infatti possibile elaborare un programma che punta sulla prevenzione , mettendo sul tavolo tutte le conoscenze in capo ai diversi enti competenti in materia di difesa del suolo: la Regione attraverso il Servizio tecnico di bacino (Stb, ex Genio civile), l’Agenzia interregionale per il Po (Aipo, ex Magistrato per il Po), Consorzio di bonifica. Il risultato è una serie di interventi ritenuti indispensabili per aumentare la sicurezza del territorio che vengono presentati non più in maniera sparsa da questo o quell’ente, ma in maniera organica e indicandone la priorità. Primi interventi già definiti e cantierabili per il consolidamento dei centri abitati (27 milioni); la sistemazione di viabilità e infrastrutture, a partire da ponti e gallerie (22,3 milioni); fiumi e torrenti (25 milioni); rete di bonifica (32,3 milioni).
Le principali emergenze
Baiso: isolati il borgo di Guilgua (3 famiglie) e una casa a Cà dell’Esposto.
Canossa: isolate 2 abitazioni a Borzano, rischio isolamento per le frazioni di Albareto e Cà dei Curti, situazione pesante anche a Vedriano.
Carpineti: evacuata una famiglia (4 persone) a Colombaia, chiuso il ristorante La Capannina.
Casina: minacciati gli abitati di Cucchio e Mulino di Leguigno.
Castellarano: evacuate 3 abitazioni a Roteglia.
Toano: minacciata abitazione con 4 famiglie a La Borella di Cerredolo.
Vetto: isolata via dell’Enza a Costaborga.
Villa Minozzo: isolata la frazione di Pragolazzo (3 famiglie).

