
Questo appuntamento si colloca in una sede espositiva strettamente legata al mondo della musica e ricca di interferenze con la vita personale del pittore. Da alcuni anni infatti il primo piano dello stabile ospita un piccolo museo dedicato al liutaio Raffaele Vaccari, morto nel 1994 e parente di Guatteri, che ha avuto modo di frequentarlo fin da ragazzo e di documentare in una serie di fotografie il suo lavoro conosciuto in tutto il mondo. Il tema si propone da sé.
Per un astrattista amante delle geometrie e delle partiture spaziali rigorose la musica, con la sua anima matematica, con i rimandi al mondo pitagorico e platonico, rappresenta un tema costantemente allettante. Così Guatteri ha lavorato attingendo al patrimonio di forme e textures materiche che gli è congeniale: questa volta il motivo-guida gli è stato fornito dal profilo delle sagome in legno dei violini di Vaccari.
La sua predisposizione per la sintesi, lo ha portato nel tempo a trovare spunto per i propri dipinti in aforismi o in brevi frasi degli autori più diversi. Quando gli capita di incontrare un periodo che esprime un’idea con particolare vigore, gli si forma nella mente un’immagine potente come le parole dello scrittore che gliel’ha suggerita: non gli resta allora che dipingerla.
Il percorso della mostra si costruisce intorno a suggestioni musicali e letterarie, o più semplicemente linguistiche, che sono la vera e più diretta fonte della maggior parte delle tele.

