
I Carabinieri sono arrivati ai due minorenni attraverso i sospetti esternati dai derubati nelle denunce formalizzate ai militari di Via Adua. Sospetti che hanno visto i Carabinieri focalizzare le attenzioni investigative sui due ragazzi che messi alle strette dai militari alla fine hanno ammesso le loro responsabilità. “Era una sfida a chi rubava di più!” Questa l’assurda giustificazione che i due hanno fornito ai carabinieri che hanno condotto le indagini. Ammissione di responsabilità a cui è seguita la concreta collaborazione dei due “giocatori” con la restituzione (eccezione fatta per alcuni portafogli con i documenti gettati dopo averne prelevato i soldi) della refurtiva che sarà restituita ai derubati.
I furti sarebbero stati commessi nell’arco di tempo compreso tra i primi di febbraio e metà marzo e tra la refurtiva racimolata dai due ragazzi figurano scarpe Nike modello blaser, abbigliamento sportivo firmata, danaro contante per circa un migliaio di euro. Solo il giorno prima tre loro coetanei erano finiti nei guai in quanto divenuti ladri a tutti i costi pur di dimostrare agli amici di essere alla pari dei grandi proprio attraverso il possesso di danaro in tasca. Un ulteriore campanello d’allarme che conferma ancora una volta il forte disagio sociale tra i giovani in età adolescenziale.

