
“La situazione – precisa Senza – è sotto gli occhi di tutti. Abbiamo già segnalato che le frane in montagna hanno interessato diverse stalle, mentre in campagna non si può entrare causa gli allagamenti ed il terreno in ogni caso troppo impregnato d’acqua per svolgere qualsiasi lavorazione. Questo significa che nelle nostre zone, oltre a ritardi nelle potature di vite e fruttiferi, sono già saltate alcune semine primaverili, come quella delle barbabietole, ed altre sono ormai a forte rischio, perché non si riesce a preparare i terreni per le semine stesse, dato che i mezzi meccanici rischierebbero d’impantanarsi”.
“Anche il settore zootecnico però – sottolinea il rappresentante Cia – presenta problemi rilevanti: il periodo di sospensione invernale degli spandimenti ha fatto sì che molte aziende zootecniche abbiano concimaie e lagune ( o lagoni) pieni a livelli di guardia, e siccome in gran parte sono scoperte, hanno ricevuto grossi apporti d’acqua piovana che stanno rendendo la situazione insostenibile per gli allevatori. Va considerato poi che da oltre un mese il periodo di sospensione delle concimazioni nei campi è scaduto, ma in tutto questo periodo le continue precipitazioni hanno impedito di attuare gli spandimenti in campagna, con le conseguenze di accumulo che si possono immaginare; ed in questo caso è meglio risparmiare le battute…”.
“Considerata la situazione descritta prima – conclude Senza – sollecitiamo le autorità a prestare attenzione alle varie situazioni che si stanno manifestando, e non possiamo non sottolineare come un atteggiamento meno ‘burocratico’ nei mesi scorsi avrebbe aiutato ad affrontare oggi un po’ meglio la situazione. In ogni caso, si rifletta sul fatto che le richieste da parte nostra di rivedere le normative hanno un riscontro nella realtà e che un po’ più di ragionevolezza aiuterebbe a prevenire qualche emergenza”.

