
In un contesto come quello attuale, come ha più volte lanciato l’allarme Confesercenti, l’incremento dell’IVA ordinaria dal 21 al 22% sarebbe pericoloso e deleterio per l’intera economia. “Se attuata questa misura potrebbe infatti portare ad una ulteriore pesante riduzione dei consumi, anche perché l’aumento si applicherebbe proprio a tutti quei beni, come abbigliamento, automobili, arredamento, le cui vendite a prezzi correnti stanno soffrendo di più, con decrementi fino al 10%, aggravando oltretutto la già difficile situazione modenese e locale alle prese oltre che con la crisi anche con gli effetti del sisma. Di conseguenza risulta quantomeno dubbio che l’aumento dell’aliquota generi i 3 miliardi di gettito in più previsti. Secondo le stime di Confesercenti, anzi, il gettito aggiuntivo potrebbe addirittura trasformarsi in una perdita di 300 milioni per il fisco. Il Governo dovrebbe tenere maggiormente conto della grave crisi che sta vivendo il mercato interno, e tutte le imprese che ad esso fanno riferimento. L’auspicio è che si derubrichi per sempre l’aumento IVA dall’agenda dell’Esecutivo, evitando così un provvedimento dannoso per la fiducia delle famiglie e per i consumi e probabilmente inutile ai fini del bilancio”, conclude Confesercenti Modena.

