Home Reggio Emilia Federalberghi-Confcommercio Reggio Emilia su turismo e viabilità: “le sfide del futuro”

Federalberghi-Confcommercio Reggio Emilia su turismo e viabilità: “le sfide del futuro”

L’Associazione Albergatori aderente a Federalberghi-Confcommercio Reggio Emilia è intervenuta nei giorni scorsi per ricordare l’importanza dell’apertura della Stazione Mediopadana e del ritorno del grande calcio della Serie A all’ex Giglio con il Sassuolo. Due eventi che rappresentano una grande opportunità per lo sviluppo turistico della nostra provincia. Nel ricordare questo giugno 2013 come un mese fondamentale per il nostro futuro non possiamo dimenticare le tante cose che restano ancora da fare.

I cinque cantieri da poco aperti sulla Strada statale 63 tra Ca’ Del Merlo e Croce, per una spesa di 12 milioni di euro complessivi, sono solo un primo e importante passo per migliorare la nostra viabilità in direzione sud. Le strutture turistiche del nostro crinale hanno in questi ultimi anni compiuto un grande sforzo per qualificare l’offerta. Non appena la crisi economica avrà allentato la presa bisognerà anche trovare le risorse per una sistemazione definitiva della viabilità nella nostra montagna, con particolare riguardo al tratto della Strada statale 63 Castelnovo Ne’ Monti – Passo Del Cerreto. Il nostro Appennino oggi ha una straordinaria attrattività turistica, fatta di splendidi panorami e strutture di grande qualità, ma non ha ancora manifestato appieno il suo potenziale proprio per l’inadeguatezza dei collegamenti stradali.

La recente assegnazione dei lavori per la bretella autostradale Campogalliano-Sassuolo alla società Autobrennero, con un investimento di oltre 500 milioni di euro, rappresenta il passo decisivo, per far sì che i cantieri aprano entro la fine dell’autunno 2013. Tale opera diventerà un elemento decisivo per i collegamenti sia con gli scali ferroviari di Marzaglia e Dinazzano, che con le circonvallazioni di Rubiera, Sassuolo e Modena. In una parola, una prospettiva non solo per il futuro del distretto ceramico, ma anche un elemento per la ripresa del Paese. E’ di tutta evidenza che la realizzazione negli anni ‘60 dell’autostrada Modena-Lucca avrebbe consentito la nascita di quel corridoio fondamentale verso il Tirreno, avrebbe evitato la successiva realizzazione della costosissima variante di valico tra Bologna e Firenze, ed avrebbe inoltre rappresentato un volano formidabile per lo sviluppo turistico del nostro Appennino. Ci auguriamo che la realizzazione di questa bretella autostradale non sia solo un’opera fine a se stessa, seppure importantissima, ma rappresenti il primo passo di quella Modena-Lucca di cui si parla da quasi mezzo secolo.