
Nonostante il precedente arresto, a seguito del quale erano stati sottoposti alla misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria, i due non avevano mai interrotto la loro proficua attività. Le indagini, infatti, hanno dimostrato che riuscivano a ricavare profitti tali da farli vivere nel benessere, tanto da rinunciare alla ricerca di un qualsiasi altro impiego lavorativo. In definitiva una centrale dello spaccio che li impegnava a tempo pieno e che aveva come base proprio il loro appartamento usato come punto di raccolta per numerosissimi acquirenti (le indagini hanno dimostrato non meno di 400 cessioni di marijuana e hashish) sia della città sia dell’area appenninica attorno a Castelnovo ne’ Monti. I contatti tra spacciatori e acquirenti avvenivano tramite telefonate ed sms con linguaggio “criptico”, al fine di sviare le possibili intercettazioni. Fondamentali inoltre sono state le testimonianze raccolte da tanti consumatori che, una volta individuati, grazie ad un certosino lavoro degli inquirenti che hanno ricostruito l’intera rete relazionale dei due giovani, hanno confermato in modo inconfutabile le responsabilità dei due indagati.
Quanto raccolto dai Carabinieri di Castelnovo ne’ Monti è stato ampiamente condiviso dal G.I.P. del Tribunale di Reggio Emilia, Dott.ssa Angela Baraldi, che ha emesso nei confronti degli spacciatori un ordinanza di custodia cautelare in carcere. Lo scorso venerdì pomeriggio il blitz. I Carabinieri di Castelnovo ne’ Monti hanno rintracciato i due spacciatori presso la loro abitazione e, dopo avergli notificato il provvedimento, li hanno arrestati ed associati alla Casa Circondariale di Reggio Emilia. Dinanzi all’Autorità Giudiziaria dovranno ora rispondere del reato di detenzione e spaccio d sostanze stupefacenti.

