
La ragazza ha proseguito la sua agghiacciante storia aggiungendo di essere stata più volte fatta oggetto di aggressione da parte dell’uomo che l’avrebbe percossa con calci e pugni perché lei non lo amava e soprattutto perché non voleva stare segregata in casa. Un dettaglio, quest’ultimo, origine di una violenza subita dalla 16enne una settimana fa, quando nel tentativo di uscire di casa, l’uomo l’avrebbe afferrata violentemente obbligandola a bere del detersivo per i piatti e causandole vomito e un forte disagio psicologico. Temendo per la propria incolumità e sperando in una vita migliore, la ragazza, venerdì pomeriggio, dopo che il 37enne era andato al lavoro, si è procurata un mazzo di chiavi di riserva, ha aperto il portone d’ingresso che l’uomo aveva chiuso dall’esterno ed è fuggita verso la stazione ferroviaria, da dove sarebbe dovuta partire in direzione del Nord Europa per andare a vivere da sua zia.
Il sogno, tuttavia, è durato ben poco perché l’uomo, accortosi della fuga, le ha telefonato e dai rumori di sottofondo ha capito che la stessa si trovava vicino ai binari. Furioso per l’affronto subito, l’uomo si è precipitato alla stazione, ha aggredito la ragazza strappandole il biglietto di viaggio e sequestrandole la borsa. La vicenda si è finalmente conclusa in viale Pietramellara con l’intervento dell’ufficiale dell’Arma. La ragazza ha riferito ai Carabinieri di voler divorziare dall’uomo prima possibile.
In sede di rito direttissimo, il 37enne è stato condannato a un anno di reclusione previo patteggiamento.

