
“Di questo intervento – prosegue Salvatori – apprezziamo, e non solo da oggi, la sua poliedricità. O meglio la coerenza di un progetto che si sforza di abbinare rilancio della cultura, innovazione architettonica, riqualificazione dell’area, e che potrà significare benefici anche per le attività commerciali del centro. Un approccio di respiro moderno e rivolto al futuro. Che però, occorre rilevarlo, in qualche modo stride con l’attuale visione odierna del centro medesimo, della sua funzione e con l’approssimazione con cui ad esempio si è approcciato il tema della pedonalizzazione di Piazza Roma, laddove non si è voluto e si avrebbe avuto tutto il tempo a disposizione per farlo, legare la pedonalizzazione dell’ormai nota Piazza anche al recupero della funzione culturale e turistica del Palazzo Ducale. Contribuendo così a caratterizzare con più precisione la vocazione di quel luogo”.
“L’intervento che caratterizzerà il comparto dell’Ex Sant’Agostino, sollecita anche ad un’altra riflessione sul futuro della nostra città: troppo ferma forse a salvaguardare l’esistente e poco propensa ad orientarsi verso scelte o sperimentazioni a forte vocazione innovativa. Siamo dell’idea che il cuore storico della città necessiterebbe di un forte ripensamento delle sue funzioni, delle politiche di promozione (culturali, commerciali, turistiche, etc.) e della loro integrazione. Considerazione questa che ci rimanda alla questione a tutt’oggi irrisolta di quale sia la governance’ appropriata volta a promuovere il centro storico e quale ruolo si intenderà assegnare al privato in un processo di riqualificazione e rilancio”, conclude Mauro Salvatori.

