
Tutti i reati seguivano lo stesso modus-operandi. Un giovane di circa 20-25 anni, di probabile etnia nordafricana, aggrediva le vittime alle spalle per poi strappare loro con violenza dal collo le collane che indossavano. In più di un episodio, l’autore del reato era stato visto fuggire a bordo di una golf di colore grigio, con a bordo due complici che lo attendevano.
Il 22 settembre 2011, poco dopo l’ennesimo episodio consumatosi in danno una signora ultrasessantenne, un equipaggio della Volante intercettava un’autovettura corrispondente alla descrizione fornita dalla vittima con a bordo tre persone che, alla vista della Volante, si davano a precipitosa fuga. Una volta abbandonata l’autovettura in una strada senza uscita, facevano perdere le loro tracce dileguandosi nei campi circostanti.
L’autovettura, sottoposta a sequestro, si rilevava fondamentale sia per l’individuazione di due dei tre responsabili che, quasi nell’immediatezza venivano, come detto uno arrestato e l’altra denunciata ma anche perché, dall’analisi effettuata sul mezzo dalla Polizia Scientifica, si è potuti giungere, grazie all’estrapolazione delle impronte digitali lasciate all’interno dell’abitacolo, all’individuazione del terzo complice in modo da poter finalmente chiudere, definitivamente, il cerchio intorno ai tre responsabili che, per giorni, avevano creato notevole allarme in città.

