
Per quanto riguarda il settore del tessile, l’assessore Muzzarelli precisa che nel bando «si fa presente che il concetto di filiera è diverso da quello di settore e non si può racchiudere nella burocratica e arida definizione dei codici Ateco dell’Istat. Si tratta invece di ambiti a cui le imprese possono aderire pur operando in settori apparentemente diversi, purché si accomunino negli obiettivi che perseguono dal punto di vista produttivo, tecnologico e di mercato. Pertanto, non potendo proporre un elenco infinito di “principali filiere” si sono proposti ambiti aggreganti in cui praticamente tutto il panorama produttivo locale può trovare il suo spazio. Il criterio seguito è stato quindi simultaneamente quello della rilevanza della presenza produttiva e quello della presenza di ambiti significativi di sviluppo della ricerca industriale».
Per la Regione il tessile, per quanto riguarda l’innovazione organizzativa, telematica, e produttiva, nonché per l’internazionalizzazione, «è evidente che si riconosca, in termini di ricerca e sviluppo sulla filiera dell’informatica, campo in cui normalmente si realizzano significative innovazioni in questo settore, così come in quello della salute, dove sappiamo che si stanno aprendo nuove nicchie su abiti con caratteristiche idonee a persone con svantaggi fisici o con caratteristiche salutistiche dal punto di vista dei materiali utilizzati. Comunque per essere maggiormente chiari abbiamo già approvato una delibera inserendo in maniera più esplicita il sistema moda in tutte le sue componenti».

