
Dopo le analisi compiute recentemente su 10 punti della rete carpigiana gli ultimi rilevamenti fatti da Aimag su 4 punti della stessa hanno mostrato ancora la presenza in 3 di questi di tracce di amianto. “La sostituzione di tutti i tubi in cemento amianto è l’extrema ratio per ripristinare la tranquillità. Ogni evoluzione della situazione sarà comunque comunicata alla città e al Consiglio comunale – ha concluso – il monitoraggio prosegue”.
E se Giuseppina Baggio si è detta non soddisfatta delle risposte del Sindaco su cause e soluzioni del problema il collega di gruppo Roberto Andreoli ha invece sollevato il tema dell’acqua di rubinetto che nelle scuole viene data da bere ai bambini, visto che esiste un regolamento comunale che vieta l’acqua in bottiglia. “Potremmo derogare vista la situazione, per dare tranquillità”. Andrea Losi (capogruppo Carpi 5 Stelle) ha invece riepilogato quanto avvenuto in merito a questa vicenda partendo da un’interrogazione del consigliere Paluan del maggio 2012 e affermando che le analisi fatte da Aimag già prima del luglio scorso avevano evidenziato la presenza di tracce di amianto nell’acqua. “E anche i dati che ho trovato sul sito dell’azienda lo dimostrano, addirittura citando la scuola di via Manara come sede di un punto di rilevamento. Allora se al Sindaco non l’hanno detto perché dovremmo fidarci di Aimag? L’unica soluzione è quello di dire tutto e subito e anche Aimag lo faccia in rete. Quante cose si potevano fare e non sono state fatte in questi mesi? E il Sian che aveva garantito che l’amianto non c’era nel 2012 è lo stesso che si occupa degli alimenti nelle scuole. Garantita finora è stata solo la mancanza di informazioni tra Aimag e Comune”. Antonio Russo (Fratelli d’Italia) dal canto suo ha ricordato di avere presentato al Consiglio delle Terre d’Argine un suo ordine del giorno per cambiare il regolamento delle scuole e riammettere l’uso delle bottigliette di acqua, rammentando che si è formato anche un Comitato di genitori che chiede ciò.
L’assessore alle Politiche scolastiche Maria Cleofe Filippi ha in primis spiegato che è’l’Azienda Usl, visto che l’acqua è un alimento, a definire le regole sul tema e ad autorizzare deroghe in caso di disturbi certificati dell’alunno, informando poi il civico consesso dell’assemblea convocata per mercoledì 16 ottobre con i rappresentanti dei genitori delle scuole d’infanzia. Inoltre l’assessore ha anche enunciato le problematiche che l’autorizzazione a portare da casa l’acqua in bottiglia avrebbe sull’organizzazione del lavoro a scuola, sostenendo che nel 2008 si sono cambiati i menu anche per la volontà di rispettare l’ambiente mantenendo alta qualità del servizio e puntando a promuovere l’acqua del rubinetto. “Dobbiamo trovare una soluzione condivisa con l’Azienda Usl per garantire un servizio a norma dal punto di vista igienico e batteriologico; abbiamo dunque iniziato – ha concluso Filippi – un percorso di confronto”. Dopo che il consigliere Roberto Benatti (PdL) ha contestato le affermazioni dell’assessore e invece Maddalena Zanni (Pd) ha paventato i problemi che possono sorgere a scuola con l’acqua in bottiglia ha preso la parola Francesca Cocozza (Pd), che ha spiegato come “in nessuno di noi ci sia la voglia di non difendere la salute. Non bisogna però strumentalizzare la vicenda: siete sicuri che le acque in bottiglia siano così sicure?”. Luca Lamma (FdI) ha poi detto che “si potrebbe ri-concordare oggi con l’Azienda sanitaria un menu. Spero che la Giunta proponga questo al prossimo incontro”. Il capogruppo del Pd Davide Dalle Ave ha invece sottolineato come il Consiglio comunale non fosse un Comitato scientifico e che non andava persa la bussola al momento di andare alla discussione e al confronto mentre Cristian Rostovi (PdL) ha ribadito che “per cause di forza maggiore e in nome del buonsenso si chiede in questo momento di derogare alle norme come peraltro si è fatto quando c’è stato il sisma per il campeggio nelle aree verdi”. Andrea Bizzarri, ricordando come nella mozione da lui presentata si chiedesse alla Giunta di trovare il modo più idoneo di spiegare alla cittadinanza i rischi legati alla presenza di amianto nell’acqua ed eventualmente di concordare con Aimag un piano di monitoraggio ed eventualmente di sostituzione di eventuali condotte in cattivo stato, ha sostenuto come non ci sia correlazione tra amianto ingerito e mesotelioma e che sono lecite le preoccupazioni dei genitori. “Ma qual è – ha concluso – la soluzione migliore?”
Dopo un breve intervento di Giorgio Verrini (ApC) il Sindaco Campedelli ha chiuso il dibattito ribadendo che non c’è stata nessuna reticenza, che il Tavolo di confronto è partito, che le forze politiche devono essere serie per non cavalcare le proteste e che si impegnava a tenere informato il civico consesso sugli sviluppi della situazione. Dopo le dichiarazioni di voto il Consiglio si è espresso sulla mozione di Bizzarri, approvata all’unanimità.

