
“Il dialogo con Nicoletta Mantovani è costante e imprescindibile – ha risposto Alperoli – l’Amministrazione comunale sta contattando anche il Ministero e la Regione. Condividiamo anche la necessità di coinvolgere gli imprenditori locali e l’intera città, ma non ci aspettiamo grandi risorse da parte del Ministero e della Regione, le risorse necessarie possono arrivare solo da investitori internazionali e da qualcuno nazionale, basti pensare che solo la casa natale del maestro ha un valore almeno doppio rispetto agli investimenti fatti dal Comune nel 2012. D’altra parte è internazionale l’orizzonte di riferimento per una figura come quella di Luciano Pavarotti; ferma restando la consapevolezza – ha continuato l’assessore – che l’obiettivo da perseguire deve mirare a ottenere un risultato di valore in un quadro di iniziative che non si ferma al Museo. Abbiamo da tempo iniziato con la famiglia un percorso di cui il Museo è solo un pezzo, poi c’è la statua, un concorso che veda riunite a Modena le eccellenze internazionali di bel canto e c’è anche l’idea di trasformare la serata in memoria di Pavarotit in alcuni giorni.
Trasformata in interpellanza l’interrogazione, è intervenuto Gian Carlo Pellacani dell’Udc: “Quello in discussione è un problema importante per Modena, che viene però affrontato in ritardo. Inoltre – ha proseguito – occorre ci sia un progetto veramente in grado di attrarre gli investitori” e ha suggerito la possibilità di realizzare “un centro di formazione avanzata della lirica che ha già buoni presupposti in città nella scuola della Freni e della Kabaivanska: sarebbe un momento di sviluppo culturale veramente importante che consentirebbe alla città di collocarsi in circuiti internazionali”.
Sandro Bellei del Pdl ha osservato che “il museo comporta un’organizzazione complessa ma soprattutto richiede che vi sia esposto molto materiale” e al tempo stesso ha precisato “che occorre dare una risposta ai turisti che chiedono di visitare qualcosa che renda onore a Pavarotti” dichiarandosi favorevole “a realizzare un monumento come suggerito dal Consiglio comunale, magari posizionato davanti al Teatro che porta il suo nome. In una simile operazione – ha aggiunto – il Comune non sfrutterebbe l’immagine di Pavarotti, come invece viene fatto da altri”.
Infine, per Sergio Celloni di Mpc (Movimento per Cambiare insieme Modena) “l’operazione non può essere fatta neanche minimamente con soldi pubblici, perché l’attività del maestro, pur avendo dato lustro alla città, è sempre stata fatta pro domo sua”.
L’interrogante, Rossella Maienza si è dichiarata soddisfatta di aver appreso che qualcosa si sta muovendo e ha aggiunto: “Penso che il Comune debba avere un ruolo di primo piano e non si debba abbandonare l’idea di coinvolgere i piccoli e medi imprenditori della città che saranno contenti di partecipare”. Ha infine ringraziato i consiglieri impegnati a sollecitare la realizzazione del monumento per Pavarotti, auspicando che si arrivi alla realizzazione.

