
Durante la conferenza stampa, nella sede della Provincia di Firenze, la presidente della Provincia di Bologna Beatrice Draghetti ha dichiarato:
“Sono meravigliata e turbata di come si continui a procedere superficialmente per la strada di provvedimenti che contengono profili di incostituzionalitá. Chi é in Parlamento e al Governo deve realizzare “prodotti” costituzionali. Non mi rassegno a questo andamento superficiale.
Per quello che riguarda gli effetti sul territorio bolognese vorrei rimarcare due incongruenze che arriveranno con la proposta di legge Del Rio in discussione in questi giorni: il primo profilo riguarda la democrazia. Avremo un Sindaco metropolitano eletto solo dai cittadini di Bologna, un Consiglio metropolitano composto dai sindaci di comuni sopra i 15 mila abitanti (cioé 13 sindaci su 56), più i presidenti delle Unioni, che in diversi casi corrispondono. La Conferenza metropolitana (che dovrà per esempio approvare il Bilancio) funzionerà con il voto ponderato grazie al quale i 4 sindaci dei Comuni più grandi avranno la maggioranza assoluta.
La seconda questione riguarda il miglioramento e l’efficacia dei servizi. Un sindaco di un comune del territorio potrebbe essere: sindaco, membro o presidente della sua Unione, membro del Consiglio metropolitano, membro della Conferenza metropolitana e potrà inoltre avere anche qualche delega sul territorio metropolitano (viabilità, scuole, lavoro, ambiente…..) affidatagli dal sindaco metropolitano. Quale garanzia di attenzione e di reale impegno in tutti questi ambiti?
Le riforme – conclude Draghetti – non si devono fare per dare dei segnali ma per risolvere problemi e produrre cambiamenti possibilmente in meglio”.

