
Un elenco di motivazioni che vuole giustificare l’ingiustificabile e che raggiunge l’apice con la “programmazione” delle soppressioni che non mette al riparo gli utenti dalle conseguenze del mancato servizio e che si traduce in perdita di tempo e denaro. Diversamente ai gestori è sufficiente “riproteggere” gli utenti sul treno successivo, spesso con avvisi intempestivi e l’assenza di servizi sostitutivi. Incredibilmente “l’esercizio provvisorio” previsto dalla stessa Regione avrà una durata di almeno cinque anni, con un’utenza vincolata a servizi sempre più scadenti e al disimpegno degli attuali gestori. Paradossalmente queste massicce soppressioni non tutelano nemmeno gli abbonati che pagano anticipatamente la tariffa per treni non più garantiti!
La Regione Emilia Romagna presentando la gara per l’aggiudicazione dei servizi ferroviari regionali precisa che il vincitore della gara si aggiudica il servizio per 15 anni rinnovabili per ulteriori 7 che, nelle intenzioni, dovrebbe consentire al nuovo gestore per ammortizzare i costi dell’acquisto dei nuovi treni. Per rendere appetibile la partecipazione la stessa Regione mette sul piatto una torta di 153 milioni di euro l’anno.
“Emerge ancora una volta -dichiara Giuseppe Poli di Federconsumatori E.R.- lo stato insostenibile del livello dei servizi di trasporto pubblico e la necessità di spendere presto e meglio le ingenti risorse dei cittadini che la stessa Regione destina al settore. La gara europea deve rappresentare la soluzione del problema, non la prosecuzione di un’agonia sotto altra forma. Un altro rischio per i cittadini dell’Emilia Romagna è vedersi offrire per un’intera generazione gli stessi servizi attuali dagli stessi protagonisti, però ad un prezzo maggiorato.
Un’eventualità nefasta che dovrebbe turbare maggiormente le sensibilità della politica e della rappresentanza sociale dei cittadini”.


