
Oggi Hera non restituirà la quota della remunerazione del capitale ai cittadini, come previsto dai referendum, sui quali ero in dissenso, pur facendo utili, perchè questi utili non sono in cassa, ma sono suddivisi ogni anno fra gli azionisti, in gran parte enti locali, che ne hanno bisogno per cassa, e quindi tacciono. Viene il dubbio che fossero contenti per lo scampato pericolo ai tempi dei referendum: temevano forse di vedersi ridurre l’assegno degli utili. Questa era la vera preoccupazione, più che il controllo delle politiche sul territorio.
Ancora una volta e di più si manifesta il conflitto di interessi per gli enti locali che hanno partecipazioni in queste SpA. I referendum che volevano l’acqua pubblica, in realtà hanno ottenuto solo che essa sia proprietà non dei cittadini, bensì dell’amministrazione di turno, per la quale essa è una voce del bilancio: possibilmente un più”.

