
La pubblicazione contiene decine di schede descrittive delle principali emergenze individuate, molte delle quali inedite e in grado di fornire importanti contributi scientifici alla conoscenza della nostra terra. Tra le scoperte più significative, una rara specie di aracnide rintracciata nell’area dei Gessi della Val Secchia e una “stazione” della rara farfalla alpina “Parnassio”, ritrovata presso le Porraie, nell’alta Val d’Ozola. Molto interessante anche la scoperta di una raro fiore a Canossa, che si riteneva estinto e che parrebbe essere direttamente collegato alla corte di Matilde. Altre segnalazioni riguardano la presenza di strutture murarie di antiche rocche, alcune della quali dettagliate forse per la prima volta, e la suggestiva individuazione di incisioni di corporazioni medievali a Spigone di Vetto. Molto interessante, inoltre, è la prima esplorazione organica della miniera argentifera di Casalino e le spettacolari forme di erosione del rio Tassaro, vero piccolo canyon del reggiano, ai più sconosciuto. La serata organizzata dal Cai sarà quindi uno stimolo quindi per conoscere e per visitare un Appennino che ancora sorprendentemente mostra tanti luoghi sconosciuti.

