
“Dobbiamo smantellare questo Stato – le parole d’ordine di Bernardini – uno stato irriformabile dal di dentro, che potrebbe funzionare anche senza la politica, visto che, oggi, la politica non comanda più l’apparato burocratico-amministrativo ed è delegittimata dalla sua incapacità di riformare il paese”.
“Le Europee saranno il banco di prova per mettere a frutto le esperienze autonomiste che vogliamo raccogliere e valorizzare, per unire le forze del territorio contro il sistema centralista.
Già alle prossime elezioni misureremo la forza di questo progetto. Ci mettiamo la faccia e diciamo, una volta per tutte, basta alle alleanze per il potere fine a se stesso. Le alleanze si faranno solo su obiettivi e con chi condivide con noi questo progetto. La vera riforma la farà la gente, il popolo e per questo ci stiamo preparando.

Prossima tappa: “Contatteremo i singoli gruppi indipendentisti territoriali. Esperienze come quella di Eva Klotz in Sudtirolo devono essere avvicinate, prese ad esempio e messe a frutto”.
“Tutti i gruppi indipendentisti, uniti per una causa comune sotto il nuovo simbolo della Lega Nord, possono ottenere un grande risultato elettorale e puntare a una rappresentanza vera e autentica, che nasca da progetti condivisi e non da effimeri matrimoni per le poltrone”.
Come primo segnale di piena adesione alla causa indipendentista, Bernardini rilancia i referendum per l’indipendenza di Veneto e Lombardia. “L’obiettivo è scatenare un effetto domino anche nelle altre regioni”.

