
Se la Regione proporrà tagli di corse, perché non ragionare sul taglio di bus, che, oltre a sconfessare la politica di una mobilità sostenibile, continuano a registrare tempi doppi di percorrenza rispetto ai treni, oltre ad una puntualità quasi mai garantita? Perché non ragionare su fasce orarie che garantiscano la stessa frequenza nelle ore di punta per i pendolari? Dal confronto che ho avuto e che continuo con gli utenti è emerso che a fronte dei 2500 passeggeri giornalieri documentati dalla Regione, ci sono corse che ne registrano davvero pochi.
Noi chiediamo e chiederemo di ragionare sui dati, partendo dal punto fermo che le criticità vanno risolte, che il servizio su rotaia anziché ridotto va rilanciato e che non possiamo rischiare di gettare il bambino con l’acqua sporca. L’acqua sporca sono le criticità, il bambino è rappresentato da una linea dalle grandi potenzialià attuali e future, per la quale sono stati investiti quasi 60 milioni di euro negli ultimi dieci anni e che collega direttamente in tempi certi e ridotti della metà rispetto al trasporto pubblico su gomma, i tre ospedali della provincia, i comuni di Modena, Formigine e Sassuolo e quest’ultima con la rete ferroviaria nazionale.
Questi i punti che come Amministrazione comunale sottoporremo alla Regione e al confronto istituzionale”.

