
«L’impiego dei maremmani a tutela del bestiame – ha sottolineato Gozzoli – è considerato tra i metodi più efficaci. Per questo la Provincia da quest’anno ha iniziato a fornire agli allevatori minacciati che ne fanno richiesta non solo cani maremmani ma anche altri supporti come speciali recinzioni e dissuasori. I lupi, infatti, che stanno ripopolando il nostro Appennino, possono creare gravi danni agli allevamenti e gli agricoltori hanno bisogno di un sostegno tecnico e finanziario che intendiamo assicurare».
Nel corso dell’incontro Speranzoni, ha manifestato «tutta la preoccupazione per la presenza in zona di un branco di lupi che, anche se non hanno ancora provocato danni al bestiame, rappresentato sono una minaccia costante per la nostra attività».
Un altro maremmano è già stato assegnato anche a un allevatore di pecore di Pavullo che ha subito diversi attacchi da parte del lupo mentre in estate due maremmani sono stati assegnati a un allevamento di pecore a S.Michele dei Mucchietti.
Oltre ai maremmani, la Provincia sta sperimentando anche altri sistemi di protezione, tra cui recinzioni e dissuasori acustici che sono stati forniti a un’azienda della zona di Selva di Serramazzoni, minacciata dallo stesso branco di lupi che stazionano nella zona di Montebonello.
Per i danni da predazione, inoltre, sono previsti risarcimenti agli allevatori. Negli ultimi tre anni, in base ai verbali dell’Ausl, nell’Appennino modenese le predazioni hanno colpito oltre 250 capi, soprattutto ovini, ma anche bovini e un cavallo. Nel 2012 per questo tipo di danni la Provincia ha liquidato agli allevatori colpiti oltre 28 mila euro.


