
La storia è quella di un gruppo di equilibristi e comici che vivono all’aperto, in una sorta di discarica di uomini e cose dimenticati dalla società. Una folata di vento intona melodie suggestive che richiamano i Balcani e gli abbandonati del mondo ricostruiscono la loro dolce casa.
Tra virtuosismo fisico e umorismo trasognato esplode la gioia di vivere, in un crescendo di emozioni, per arrivare a superare i limiti più estremi. La scenografia, essenziale, fatta di materiali di recupero, si anima come per incanto: finestre senza pareti, ombrelli volanti che generano una pioggia di stelle, sacchi di immondizia che galleggiano senza peso nell’aria e tutto quello che abilità e fantasia permettono di realizzare con gli oggetti di una rimessa.
Il linguaggio circense esce dal canone dell’esibizionismo atletico e diventa canale d’integrazione, espressione culturale e trasformazione sociale. Qui è l’uomo che mostra il coraggio nell’affrontare le difficoltà e la volontà di tornare a sorridere nonostante tutto.

