
Noto a tutti “ l’energivoricità “ del settore ceramico con negativi risvolti, quali il costo per unità di prodotto, la logistica e se trascurate le questioni ambientali.
Il settore ceramico ha operato positivamente nella salvaguardia dell’ambiente con azioni ed impiantistica evoluta , compreso l’abbattimento delle emissioni di CO2 sulla base del protocollo di Kyoto.
La recente posizione assunta dal Governo a firma del Ministro dell’Ambiente, diretta alla UE di accelerazione del parametro di riduzione di CO2 a “ meno del 40 %” entro il 2030 appare poco convincente in assenza di valutazioni a media ponderata ed a portata “ globale “.
A fronte delle difficoltà di mercato, alle prospettive di crescita, in particolare nel settore
“ energivoro “, quindi della “ ceramica “ sarebbe auspicabile una maggiore gradualità accompagnata da un programma di interventi nazionali, con sgravi fiscali ed aiuti economici.
Il problema del CO2 ,che esiste ed è preoccupante, non si risolve in Europa, la questione è “ globale “
Condividiamo la nota del Presidente di Confindustria diretta ai Presidenti letta e Barroso.
(Mario Cardone, Coordinatore Provinciale PSI Modena)

