
“Negli ultimi anni le forme giuridiche che sono cresciute di più in Emilia-Romagna riguardano proprio le cooperative sociali e le altre imprese no profit – sottolinea l’assessore – . Nell’ultimo decennio c’è stato un aumento di circa il 65% delle cooperative sociali e del 120% del numero degli addetti. Quando parliamo di economia sociale – ha aggiunto Marzocchi – intendiamo una serie di attori che, al centro della loro visione, non hanno il solo profitto ma sono mossi da valori come la democrazia, la reciprocità. I dati dell’ultimo censimento indicano oltre 25mila unità attive in regione, tra associazioni, cooperative, organizzazioni di volontariato, fondazioni. Con ambiti d’intervento molteplici: dall’assistenza sociale alla cultura, dallo sport all’ambiente”. Un altro numero può essere utile per capire cosa significa economia sociale in Emilia-Romagna: quasi 65mila addetti, che diventano 90mila se si aggiungono i lavoratori esterni e quelli temporanei. “Non solo: economia sociale in Emilia-Romagna significa anche 429mila volontari, vale a dire – conclude l’assessore – che un abitante ogni otto della regione opera a vario titolo all’interno del no profit. Un numero, questo, che ci colloca tra le primissime regioni italiane per incidenza dell’economia sociale”.

