
“Volevo un “gioco” in grado di rendere più semplice la comunicazione con i soggetti gravemente compromessi – ha spiegato Monica Maccaferri – per i quali, spesso, risulta difficile associare o riconoscere un oggetto, un’azione, una persona, o collocare nel tempo la sequenza delle azioni e degli eventi. In una personalità, infatti, che presenta deficit a livello sensoriale e/o a livello cognitivo è spesso evidente un’incapacità di utilizzo o una completa assenza di quei processi che “normalmente” sono impiegati per facilitare la conoscenza e la comprensione della realtà che ci circonda A ciò si aggiunge spesso la difficoltà di collocare gli eventi e gli oggetti nella dimensione temporale”.
Il primo studio su questo progetto risale al 2008. La presentazione ufficiale del prototipo risale all’ottobre del 2011 al teatro di Novellara. Quest’anno, dopo la messa a punto definitiva, si è passati alla produzione industriale.

