
Immediatamente i Carabinieri di Casina avviavano le ricerche passando la segnalazione anche alla Polizia Municipale del paese. Grazie all’osmosi informativa tra i comandi dell’Arma del comprensorio montano reggiano si appurava che la stessa donna poche ore prima aveva speso una banconota falsa da 50 euro all’interno di un negozio di abbigliamento di Ramiseto. A Casina convergevano anche i colleghi di Ramiseto e del Nucleo Operativo di Castelnovo Monti che concorrevano nelle ricerche dei due malviventi. Durante tali attività i Carabinieri di Casina in località Bocco di quel comune notavano una donna corrispondere perfettamente a quella ricerca che usciva dal bar del Bocco salendo nel Mercedes, risultato condotto da un uomo, che veniva subito fermato.
Dopo le procedure di identificazione i Carabinieri di Casina all’interno di un libro posto sul cruscotto rinvenivano una banconota da € 50.00 falsa che proprio poco prima, come accertato dai militari, la donna aveva tentato di spendere all’interno del predetto bar. Condotti in caserma si accertava che gli stessi avevano tentato la spendita della stessa banconota falsa anche presso una tabaccheria di Casina. Tutti i commercianti vittime dei due malviventi compresi quelli “visitati” al mattino, ric9opscevano nella donna colei che entrava nei negozi acquistando beni di poco valore per poi pagare con 50 euro false ottenendo, dove riusciva nell’inganno, il resto. Nel corso dell’attività i Carabinieri di casina sequestravano 3 banconote false da € 50.00, per un totale di € 150.00, le quali riportavano tutte lo stesso numero seriale.
Alla luce dei fatti e delle risultane investigative i due sussistendone la flagranza di reato venivano tratti in arresto in ordine al citato riferimento normativo violato. Le indagini dei Carabinieri stanno ora proseguendo per cercare di risalire alla filiera dello smercio delle banconote false laddove, stando alle prime risultanze investigative, parrebbe che la partita di banconote false proverebbe proprio dalla Campania. L’episodio tuona come un campanello d’allarme motivo per cui, considerata anche la oramai consolidata spendita di banconote false in provincia di Reggio Emilia, impone la dovuta sensibilizzazione per i cittadini

