
Si tratta di un accordo ad ampio raggio, da declinare poi di volta per volta con specifici accordi di collaborazione su singoli progetti.
Sulla base dell’intesa Legacoop Reggio Emilia s’impegna a offrire il suo supporto all’Ateneo per attività quali lo svolgimento di tesi, progetti ed elaborati presso l’associazione o le cooperative associate, su temi di interesse comune; lo svolgimento di lezioni, esercitazioni e attività di laboratorio da parte di docenti dell’Ateneo e di proprio personale qualificato; l’organizzazione di visite e stage indirizzati agli studenti presso la propria sede o quella di altre imprese cooperative ad essa afferenti, selezionate in accordo con l’Università; l’organizzazione di conferenze, dibattiti, seminari e workshop, anche con la partecipazione di aziende selezionate di comune accordo; la partecipazione alle iniziative di orientamento degli studenti.
Da parte sua, l’Università di Parma manifesta disponibilità a collaborare con le cooperative e gli enti associati di Legacoop Reggio Emilia per lo sviluppo di progetti di ricerca applicata e per la realizzazione di attività di orientamento e di promozione dell’auto-impreditorialità in forma cooperativa.
Tra gli ambiti di collaborazione già individuati c’è il progetto “Brics” dell’Università di Parma, dedicato ai paesi emergenti: Legacoop Reggio Emilia, insieme con Coopfond e Coop. Boorea, sosterrà il progetto “BRICS. Potenziamento della dimensione internazionale della ricerca e della formazione in cooperazione con le Thertiary Education Institutions dei Paesi emergenti”.
E tra gli obiettivi delle due parti c’è la creazione di un centro dedicato ai temi cooperativi: Legacoop fornirà supporto alla creazione di un Centro internazionale di studi cooperativi all’interno dell’Università degli Studi di Parma, che possa allacciare relazioni su scala globale e rappresentare un punto di riferimento strategico e imprescindibile per il movimento cooperativo internazionale. Ruolo cruciale del centro sarà̀ inoltre la capacità di attrarre risorse comunitarie (principalmente tramite fondi europei) utili alla ricerca scientifica e alla valorizzazione della forma cooperativa su larga scala.
La cooperazione in Italia – Le origini
Dal 10 al 13 ottobre 1886, 100 delegati, in rappresentanza di 248 società e di 70.000 soci, si riuniscono in Congresso a Milano per dare vita a una strutturazione organizzativa che assicuri lo sviluppo e il coordinamento di un movimento cooperativo assai variegato. Nasce allora la Federazione Nazionale delle Cooperative, che nel 1893 si trasformerà in Lega delle Cooperative e Mutue. All’interno della Lega in quegli anni trova espressione anche l’altro grande filone di ispirazione della cooperazione italiana: quello cattolico, portatore di una concezione interclassista della cooperazione, imperniata su un forte solidarismo sociale.
Nel 1919 i cattolici escono dalla Lega e fondano la Confederazione delle Cooperative.
Nel 1924 iniziano gli anni bui: poteri di controllo (e scioglimento) sugli enti sociali (tra cui le cooperative) vengono assegnati ai Prefetti, e nel 1925 vengono sciolte Lega e Confederazione, accusate di svolgere “opera antinazionale”. Vengono sciolte circa 4.000 cooperative.
Nel 1947 l’assemblea costituente vota la nuova Costituzione che, all’art. 45, “riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata. La legge ne promuove e favorisce l’incremento con i mezzi più idonei e ne assicura, con gli opportuni controlli, il carattere e le finalità”.
Nel tempo le cooperative si sono sviluppate fortemente e oggi operano in ogni settore economico: agricoltura e agroindustria, distribuzione, edilizia e costruzioni, industria, servizi, cultura, finanza, servizi sociali ed educativi, servizi alla comunità, e rappresentano circa l’8% del Pil italiano.
Il futuro delle cooperative italiane sarà unitario. È stata infatti costituita l’Alleanza delle Cooperative Italiane che diventerà nel prossimo futuro la Centrale Unica della Cooperazione italiana.
Legacoop in cifre:
fatturato 2013 stimato: 81.736 milioni di euro, con una crescita del 4,9% rispetto al 2012
occupati 2013 stimati: 497.132, con una crescita dello 0,7% rispetto al 2012
soci 2013 stimati: 8.951.546, con una crescita dell’1,2% rispetto al 2012.
Legacoop RE in cifre:
201 cooperative
725.000 soci
46.000 persone occupate
7 mld euro fatturato aggregato
I tempi cambiano ma la funzione sociale della cooperazione rimane quanto mai attuale.
Oggi, di fronte al fallimento di tanti paradigmi economici e nel mezzo di una crisi drammatica che sta penalizzando pesantemente le nuove generazioni, la cooperazione si riafferma come possibile modello alternativo che, basato sul “fare insieme”, sull’accumulazione collettiva e intergenerazionale, sulla valorizzazione delle persone, del loro lavoro e della loro intelligenza, può disegnare un’economia più sostenibile ed armonica, per una società più equa e inclusiva.

