Home Modena Tiziano Motti: “Tempi troppo lunghi per la Giustizia civile”

Tiziano Motti: “Tempi troppo lunghi per la Giustizia civile”

Tiziano-Motti“Che per una disputa commerciale, un cittadino o un’impresa devono attendere 1.200 giorni per leggere una sentenza del Tribunale è una cosa pazzesca. Abissale rispetto al confronto con Francia e Germania. Non c’è da stupirsi allora che gli investitori stranieri non guirdino all’ Italia e i nostri portino le aziende fuori dal Paese. Per tornare competitivi e rilanciare la crescita il Governo deve fare qualcosa”. E’ quanto chiede l’On. Tiziano Motti, europarlamentare della settima legislatura e presidente di Europa dei Diritti dopo la pubblicazione dal rapporto “Fiscalità e crescita economica” del Centro Studi di Confcommercio, in cui emerge che un cittadino o un’impresa devono attendere quasi 1.200 giorni per leggere una sentenza del Tribunale civile al termine di una disputa commerciale. Più di 3 anni e due mesi (1.185 giorni) l’attesa media per ottenere risposta dalla giustizia su temi patrimoniali, con una distanza abissale rispetto a Germania (394 giorni) e Francia (395). In verità, stando all’esperienza diretta delle aziende e dei cittadini che hanno in corso procedimenti civili, i tempi di attesa annunciati dal rapporto sarebbero ancora ottimistici, considerando che il territorio nazionale non è omogeneo nel fornire una risposta alle attese di chi attende la giustizia civile. Per questo motivo l’intervento del Governo e la riforma della Giustizia civile non possono attendere oltre: questi temi sono strettamente collegati alla crescita economica e hanno importanza strategica anche per il rilancio del nostro paese nei confronti degli investitori e per il necessario clima di fiducia che i cittadini devono porre in chi li governa e nel paese che ospita le loro attività. L’On. Tiziano Motti, eletto nel 2009 al Parlamento europeo nel Collegio del Nord Est, è autore di svariati libri dedicati alla tutela dei diritti dei cittadini, che si trovano anche gratuitamente on-line, in formato PDF, nel sito di Europa dei Diritti: www.europadeidiritti.com.