
“Per dare un’idea della mole di lavoro e degli oneri che gravano attualmente sulle imprese – ha spiegato il coordinatore di Agrinsieme Emilia Romagna – sono 128 le tipologie di controlli ma il sistema può contenere fino a 172 tipi diversi di ispezioni: decisamente troppe”. “E’ necessario, inoltre, codificare una check list puntuale che non permetta libere interpretazioni da parte del controllore; evitare il ripetersi di verifiche su elementi già rilevati dalla P.A. e ridurre i soggetti preposti ai controlli, qualificandoli e rendendoli più professionali”.
“Sarebbe opportuno – rimarca ancora Garagnani – che le check list diventassero anche uno strumento da mettere a disposizione delle aziende per consentire loro, tramite una sorta di auto analisi, un importante percorso di crescita”.
Rivolgendosi poi al Ministro Martina, Agrinsieme Emilia Romagna ha infine sottolineato “quanto sia essenziale, adesso, collegare il sistema regionale con il costituendo RUC nazionale (ICQRF, Corpo Forestale dello Stato, ecc.) nell’ottica di valorizzare e favorire le finalità di semplificazione, razionalizzazione e coordinamento dei controlli”.

